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Programma settimanale
Adamello

Corso Alpinismo I°

Dal 22 al 24 luglio

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DISCLAIMER  
490 €
su richiesta
Durata: 2 giorni
Partecipanti:
Arrampicatori o amanti del trekking.
Difficoltà:

PUNTI DI RITROVO

Come teatro di questo corso si è deciso di scegliere, non a caso, il Ghiacciaio dell’Adamello considerato dagli studiosi e dai glaciologi una perla naturalistica del Trentino, dono di Madre Natura. Da decenni quest’area è oggetto di monitoraggio costante e studi svolti dalla Commissione Glaciologica della SAT (Società alpinisti tridentini, la più numerosa sezione del Club Alpino italiano, con oltre 27 mila Soci iscritti) e da ricercatori universitari internazionali da decenni impegnati nell’indagine sull’evoluzione della vita del ghiacciai. 

Uno dei bacini più grandi ed estesi in Europa, all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta, che con i suoi 600 km quadrati si estende dalla Valle Rendena alle Giudicarie, comprendendo 48 laghi e numerose specie naturali protette oltre alla fauna pregiata, primo fra tutti l’orso bruno. Nelle giornate proposte, dal punto di vista tecnico andremo ad analizzare la progressione su ghiacciaio e terreni di alta quota, procedure di utilizzo delle corde (autoassicurazione e assicurazione) su ghiaccio ma anche lungo le via attrezzate/via ferrate. A nostro avviso di irrinunciabile rilevanza si pone – nel percorso didattico/pratico proposto – la componente sicurezza, attiva e passiva, elemento determinante nel definire il successo o meno di qualsiasi escursione. In particolare su ghiacciaio, andremo ad approfondire i criteri e metodi di scelta dell’itinerario, la previsione delle varianti e valide alternative; il tutto su terreni che diventano particolarmente difficili ed ostici in caso di brutto tempo e nebbia gravato da molteplici criticità, prima fra tutte il pericolo di perdita dell’orientamento (white out). Come è stile e metodo della nostra Scuola, l’obbiettivo primario è trasmettere cultura della sicurezza: ma, nel contempo, promuovere anche il raggiungimento della consapevolezza, capacità ed esperienza personali utili ad affrontare in maniera autonoma questo genere di itinerari. I panorami e le emozioni sono condimento ad un’esperienza utile ma soprattutto divertente!

Dove:
Adamello

Requisiti:
Buona condizione fisica

Cosa portare:

  • Attrezzatura completa da alta montagna*
  • Indumenti intimi di ricambio
  • Borraccia/thermos
  • Occhiali 
  • Crema da sole
  • Berretto

Per i pernottamenti nei rifugi è necessario il sacco lenzuolo personale (in vendita anche nei Rifugi).

Servizi inclusi:

  • Transfer a/r da Arco;
  • 2 giornate con trattamento di mezza pensione (pernottamento, cena e colazione) al Rifugio Mandrone e Caduti dell’ Adamello;
  • Servizio Guide Alpine;
  • Briefing serale.
  • Assicurazione RC

*A richiesta la Scuola potrà fornire a noleggio l’attrezzatura tecnica necessaria (casco, set da ferrata, imbrago, ramponi, piccozza).

Venerdì 22 luglio
Transfer con minivan della Scuola di Alpinismo Friends of Arco alla testata della Valle di Genova, circa 16 km dall’abitato di Carisolo (Val Rendena). Ci troviamo nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta noto per i paesaggi, la flora e la fauna, un’area naturale pregiata, tutelata e preservata. Ci muoveremo in questi giorni sul ghiacciaio dell’Adamello, uno dei più estesi delle Alpi e quindi d’Europa. Dai Piani di Bedole la salita ricalca l’antico sentiero Sat 216 oltrepassando il Rifugio “Adamello Collini” (1.641 mt.) fino ad arrivare al Rifugio Mandrone Città di Trento (2.442 mt.), prima meta e tappa del nostro itinerario in quota. Cena e pernottamento; a seguire briefing a cura delle Guide Alpine su tecniche e criteri utili per pianificare una salita in ambiente glaciale.
Metri dislivello in salita: 800
Ore di cammino: 2.30

Sabato 23 luglio
Partenza dal Rifugio Mandrone per l'ascensione, da prima su sentiero morenico e poi sulla vedretta del Mandrone, al cospetto del Pian di Neve per raggiungere la nostra aula di studio “open air”: resa unica dall'imponente panorama e dall'atmosfera dei 3mila metri di quota. Lo sguardo rimbalza dalle creste affilate di granito, stagliate contro il cielo, al colore della neve, alle tinte grigio-bluastre delle fenditure nel ghiacciaio: profondi crepacci dei quali non si intravvede la fine, mentre lo scorrere dell'acqua di fusione, in superficie, crea un immenso reticolo di rigagnoli che segnano la superficie bianca e ci dimostrano come il ghiacciaio sia un'entità viva, in costante trasformazione/evoluzione. Nel corso della salita verranno analizzate direttamente sul campo le tecniche di progressione con i ramponi a piatto (cramponage), i differenti modi di legatura e utilizzo di piccozza e ramponi. Prova individuale di trattenuta/caduta in un crepaccio e successivo recupero con paranchi e l'analisi e valutazione dei pericoli (e conseguenti azioni mirate alla riduzione del rischio) completeranno la giornata prima dell'ultimo tratto di salita fino al Rifugio Ai Caduti dell'Adamello (3.040 mt.) al passo della Lobbia.
Cena e prima del pernottamento, briefing con verifica congiunta di impressioni e sensazioni sulla giornata e preparazione dell'itinerario per il giorno seguente.
Metri dislivello salita: 600
Ore di cammino: 3 (stimabili complessivamente in 5 comprendendo l'attività didattica sul ghiacciaio).

Domenica 24 luglio
Dal Rifugio ai Caduti dell'Adamello, salita al Cannone di Cresta Croce (3.246 mt.), un reperto che è testimonianza della Guerra Bianca, occasione emblematica e stimolo di riflessione sull'assurda inutilità di ogni guerre. Un gigante di ghisa che affiora – a distanza di cent'anni – dai ghiacci e si pone come sfondo ai meravigliosi panorami di queste montagne, purtroppo drammatico teatro di sofferenze e morte. Smontato a pezzi per via dell'immane peso (70 quintali) il poderoso cannone da 149 mm nella primavera del 1916 venne trascinato dal fondovalle di Temù al Passo Venerocolo (3.136 mt.) dagli alpini, che in gruppi di 200 si alternavano al traino delle slitte agganciate a lunghe corde. Fatiche immani, condizioni disumane, un'impresa epica: il mastodontico cannone, non per nulla soprannominato dai soldati Ippopotamo, venne nel 1917 nuovamente trasferito, attraverso il ghiacciaio del Pian di Neve, all'attuale posizione di Cresta Croce per poter colpire le postazioni austriache del Corno di Cavento. Lasciata la cresta a fil di cielo intraprendiamo la discesa attraversando in direzione del Passo Lobbia inizialmente su ghiacciaio e terreno morenico fino ad imboccare il percorso attrezzato del Matarot: un sentiero costruito e modificato in seguito al progressivo ritirarsi della lingua di ghiacciaio protesa verso la Val Genova. Levigate placche di roccia granitica sono il segno del secolare, lento scorrimento della gelida massa e del lavorio dell'acqua di fusione che prorompe dalle viscere generando cascate tumultuose: in alcuni tratti spettacolari ma severi del tracciato si alternano scale metalliche, fittoni infissi nella roccia con un cordino d'acciaio a garantire la progressione in sicurezza. Per le erte balze, si perde quota velocemente e raggiungendo la bellissima piana coi ruderi dell'antica Malga Materot e quindi l'ampia distesa del Piano di Bedole. Scenario di chiusura del nostro tour. Brindisi di arrivederci e transfer di rientro ad Arco.
Metri dislivello salita: 400
Metri dislivello discesa: 1.600
Ore di cammino: 6 effettive fra salita e discesa (soste escluse).

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